Bidspirit auction | BAS-RELIEF IN STUCCO FROM ANTONIO


BAS-RELIEF IN STUCCO FROM ANTONIO ROSSELLINO'S WORKSHOP (1457-1479) - ANTONIO ROSSELLINO, bottega di (Settignano 1427 - Firenze 1479) MADONNA COL BAMBINO Bassorilievo in stucco dipinto e dorato, cm. 107 x 85 PROVENIENZA Villa di illustre famiglia veneta Un ricercato modellato ed una vivace policromia impreziosisce questa raffinata composizione che raffigura la Vergine seduta, caratterizzata da una regale grazia adolescenziale, mentre assorta sorregge il brioso Gesù Bambino, seduto in scorcio sulle sue ginocchia, intento a trattenere, tra le mani giunte, un piccolo uccellino verosimilmente un cardellino o un pettirosso. In epoca medievale, giocare con un uccellino legato alla zampa era un passatempo diffuso per i bambini. Dante, infatti, annotava: 'Vedremo li parvuli desiderare massimamente un pomo; e poi, più procedendo, desiderare uno augellino; e poi, più oltre desiderare un bel vestimento (Convivio, trattato IV, XII)'. È del tutto naturale, dunque, che Gesù abbia tra le mani un augellino che però assume un significato particolare quando si tratta di un cardellino o di un pettirosso. Il cardellino, per il piumaggio rosso sulla testa, diventa il simbolo della Passione. Il teologo spagnolo Isidoro di Siviglia ritiene, inoltre, che il cardellino (carduelus) si chiami così perché si nutre di spine e di cardi. Pur in mancanza di una fonte scritta dettagliata, a partire dal XIII secolo, i pittori e gli scultori, collegano l’abitudine dell’uccello a posarsi sui cardi spinosi e il rosso delle piume alla corona di spine di Cristo. Secondo una leggenda popolare medievale, un pettirosso, invece, sfilò una spina dalla corona di Cristo durante la salita al Calvario macchiandosi il petto del sangue divino. Nello splendido stucco, qui presentato, Maria è abbigliata con nobile eleganza: lascia infatti scivolare sulla nuca il velo, scoprendo i capelli ondulati trattenuti sulla fronte da un nastro, e indossa un ampio manto che le copre le spalle, serrato dalla fascia stringivita. Alla sofisticata e regale ricercatezza dell’abbigliamento di Maria, risponde uno sfondo a racemi stilizzati ed elementi 'metallici' di gusto orafo. Il nostro rilievo appartiene a una fortunata tipologia ben nota alla critica ormai da tempo, concordemente ricondotta a un modello di Antonio Rossellino, forse un marmo autografo perduto o di ardua identificazione. Di questo si conoscono numerose redazioni in stucco e poche altre in terracotta, ma anche in cartapesta o in cuoio, di norma realizzate 'a calco' e ritoccate 'a stecca', che presentano alcune varianti nel formato e nell’abbigliamento di Maria e del Bambino. Ma le maggiori differenze si evidenziano nella foggia e nell’ornato delle ricche cornici, seppure alcuni esemplari ne sono privi, spesso in forma di tabernacolo decorato con motivi diversi. Molti gli esemplari conosciuti, confluiti in raccolte pubbliche e private. Si tratta, come accennato, di una tipologia unitariamente riferita ad Antonio Rossellino, brillante protagonista della scultura fiorentina del secondo Quattrocento e prolifico fautore della sua diffusione ben oltre i confini della Toscana, con esemplari realizzati in area emiliana e veneta. La composizione mariana di questi rilievi in stucco traduce infatti, con varianti, un modello di medesime dimensioni (cm. 67 x 5) concepito dal maestro intorno al 1470, noto attraverso varie redazioni in marmo apparentemente identiche (San Pietroburgo; Birmingham, delle quali la versione autografa viene perlopiù identificata con quella del museo dell’Ermitage, che da il nome alla tipologia). Di questa stessa composizione marmorea si conoscono, inoltre, alcune repliche in stucco di medesimo formato, perlopiù attestate a Firenze ed arricchite da una ricercata policromia in certi casi con uno sfondo a roseto, riconducibili ad artisti locali contemporanei (Pseudo Pierfrancesco Fiorentino; Maestro di San Miniato, etc.), ed essi sono certamente da riferire alla bottega fiorentina dello scultore, anche in ragione della loro ubicazione. CONDIZIONI Usure e mancanze alla policromia. Frattura ricomposta per linea orizzontale traversante il collo della Vergine estesa fino ai bordi. Una piccola mancanza allo stucco all'angolo in alto a sinistra. Restauri pittorici sulla parte alta della fronte del Bimbo, sul contorno del braccio, su di una sua gamba. Ulteriore restauro pittorico sull'avambraccio della Vergine. Lo stucco è in buono stato di conservazione CORNICE Cornice ad edicola in legno dorato con parte superiore e laterali scolpiti a grottesche e motivi vegetali, con montanti a profili di colonne a tortiglione. Fascia di base di medesimo intaglio, cappello superiore ad architrave di epoca recente. Fine XVI secolo. Ingombro cm. 105,5 x 75 BIBLIOGRAFIA L. Planiscig, Bernardo und Antonio Rossellino, Wien 1942; C. La Bella, Gambarelli, Antonio, detto Antonio Rossellino, in Dizionario Biografico degli Italiani, 52, Roma 1999, pp. 94-99; A. Tambini, in Mater Amabilis; F.