Bidspirit auction | Pittore veneziano (Giuseppe Moretti?) (II
Pittore veneziano (Giuseppe Moretti?) (II metà del XVIII secolo) Il Bacino di San Marco dalla Giudecca, Venezia - Pittore veneziano (Giuseppe Moretti?) (II metà del XVIII secolo) Il Bacino di San Marco dalla Giudecca, Venezia Affresco trasferito su tela 138,7 x 273,2 cm Provenienza: Conti Revedin, Palazzo Colonna Preti, Castelfranco Veneto: Conte Rinaldi (fino al 1928-1935); Banca Popolare di Montebelluna (dal 1966 Banca Popolare di Asolo e Montebelluna e dal 2000 Veneto Banca); Veneto Banca SpA in LCA Bibliografia: D. Gasparini e L. De Bortoli, ”Storia di una banca di territorio. Dalla Popolare di Montebelluna a Veneto Banca. 1877-2007”, Treviso, 2008, p. 196 (in cui l'acquisto è datato al 1936) Stato di conservazione. Supporto: 60% (affresco strappato, riportato su foderatura a doppia tela) Stato di conservazione. Superficie: 60% (lacerazioni, suture, integrazioni) Il presente lotto e il precedente costituivano il pendant decorativo del salone del settecentesco palazzo Colonna Preti a Castelfranco Veneto - che ancora conserva gli originari apparati di stucco che incorniciavano le vedute - da cui furono asportati prima del 1935, data in cui è annotato un primo intervento di restauro nei registri della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna «dei due quadri acquistati dal Co. Rinaldi, ed attribuiti a scolari del Canaletto». Per primo Giuseppe Pavanello ha confermato sul piano stilistico la afferenza degli affreschi al '700 veneziano (comunicazione del 28 maggio 2021), già indicata conseguentemente all'esame materiale dei manufatti dall'esperto restauratore Giuseppe M. Dinetto (nota del 27 aprile 1994). Charles Beddington, su base fotografica, ha segnalato il rapporto tra le due opere e due vedute di Canaletto databili intorno al 1722, delle quali la prima, rimasta a Venezia almeno fino agli anni quaranta del Settecento, è oggi conservata nella Alfred Taubmann Collection, New York, e la seconda presso il National Museum of Wales, Cardiff. Data la adesione anche cromatica ai modelli canalettiani, Charles Beddington ritiene possibile che si tratti di un autore vicino a Canaletto forse attivo già negli anni venti del Settecento (comunicazione dell'11 giugno 2021). Bozena Anna Kowalczyk, dopo un accurato esame dal vero, ha dedicato alle opere una complessa scheda critica (riprodotta qui a seguire), che ne ricostruisce il rapporto con i modelli di Canaletto e ne ipotizza l'autore in un raro vedutista suo allievo, Giuseppe Moretti. Siamo grati a Charles Beddington, Bozena Anna Kowalczyk e Giuseppe Pavanello per il supporto dato alla catalogazione delle opere. Scheda critica Queste due ampie vedute di Venezia [n.d.r. lotti 18-19], eseguite ad affresco, sono un unicum nella storia del vedutismo veneziano del Settecento. Le composizioni seguono le tele giovanili di Giovanni Antonio Canal, detto Canaletto (1697-1768), eseguite nel 1722-1723, raffigurando le architetture riprese dagli stessi punti di vista, riportando le stesse imbarcazioni e le figure, ma adottando la tecnica del Canaletto maturo, dei decenni successivi. La conoscenza diretta degli originali e nello stesso tempo delle opere più tarde di Canaletto induce a credere l’autore appartenente alla sua stretta cerchia, forse collaboratore nello studio. La Torre dell’Orologio nel Bacino di San Marco dalla Giudecca, Venezia, si presenta completa di secondo piano, indicando una data posteriore ai lavori di sistemazione e rimodernamento intrapresi secondo il progetto dell’architetto Giorgio Massari nel 1755. Il termine ante quem è il 1787, quando inizia la dispersione delle opere di Canaletto. ”Il Canal Grande con la Chiesa della Salute, Venezia” riprende il dipinto di Canaletto, ora nella collezione Alfred Taubmann, New York, documentato dal 1765 al 1783 nella casa di Giovanni Berzi a Padova, dove era pervenuto da Venezia probabilmente poco prima del 1760, assieme ad altre tele della stessa serie eseguita nel 1722-1723 per il pittore veneziano Antonio Pellegrini e ereditata dalla moglie, Angela Carriera (m. 1760), sorella della celebre pittrice pastellista Rosalba (nota 1); attorno al 1787 viene acquistato da John Strange (1732-1799), residente britannico a Venezia che lo mette in vendita all’incanto il 10 dicembre 1789 a 125 Pall Mall a Londra (lotto 71). È una delle vedute giovanili di Canaletto più copiate da altri vedutisti veneziani: è nota la replica in dimensioni molto vicine eseguita nel 1745 circa dal nipote di Canaletto, Pietro Bellotti (1725-1800 circa), pittore vedutista che dal 1748 è attivo in Francia (nota 2). Un’altra copia, considerata a lungo di Canaletto, appartiene alle collezioni reali britanniche (nota 3), anch’essa, come il dipinto di Bellotti, ha come pendant la replica di un’altra tela della collezione Pellegrini, ”San Cristoforo, San Michele e Murano dalle Fondamenta Nuove”, ora al Museum of Art di Dallas (nota 4). In un formato decisamente orizzontale,