Bidspirit auction | François Boucher (1703 - 1770)
François Boucher (1703 - 1770) La morte di Adone, 1726 circa - François Boucher (1703 - 1770) La morte di Adone, 1726 circa Olio su tela 64,3 x 81,6 cm Elementi distintivi: al verso, a stampo l'indicazione di inventario ”44 G”; una etichetta con riferimento ad un sequestro, una con riferimento ad un numero di inventario ed una terza non leggibile Provenienza: Ange-Laurent de La Live de Jully (1725-1779) (vendita del 5-14 maggio 1770, l. 92) ?; Louis-François Metra (1738-1804) (?); Pieter Locquet (1700-1782) (vendita del 22 settembre 1783, l. 57); Laurente Grimod de la Reynière (1733-1792) (vendita del 3 aprile 1793, l. 24); Le Rouge; Vendita anonima, 15 dicembre 1834, l. 27; Henri Didier (1823-1868) (vendita del 15-17 giugno 1868, l. 40); Pauline-Léontine-Elisabeth-Désir&eac ute;e Mesnage dite Mademoiselle Denain (1823-1892) (vendita del 6-7 aprile 1893, l. 3); Matthieu Goudchaux, Parigi (1810-); Semenzato, Milano (4 maggio 1989, l. 75 a-b); Beni Artistici Italiani Spa (Gruppo Cragnotti), fino al 1995; Veneto Banca SpA in LCA Bibliografia: ”Almanach des Beaux-Arts”, 1762, pp. 188, 190, n. 20 (?); La Live - Mariette, ”Catalogue historique du Cabinet de peinture et sculpture francaise de M. de La Live”, 1764 (?); A. de La Fizelière, ”Catalogue de Tableaux de l'Ecole francaise, tiré de collections d'amateurs, par Ph. Burty”, in Gazette des Beaux-Arts, t. VIII, Parigi, 1860, p. 61; W. Bürger, ”Exposition de tableaux de l'Ecole francaise ancienne tirés de collection d'amateurs (suite et fin)”, in ”Gazette des Beaux-Arts”, Parigi, 1860, pp. 255-277 (1 settembre) e pp. 333-358 (15 settembre), 1860, p. 342; L. Duvaux, ”Livre-Journal de Lazare Duvaux (1748-1758)”, vol. I-II, Parigi, 1873, p. CLXXX; Ed. e J. de Goncourt, ”L'Art du XVIIIe siècle”, Parigi, 1880, vol. I-II, 3a edizione, pp. 138, 190; P. Mantz, ”François Boucher, Lemoyne et Natoire”, Parigi, 1880, pp. 67, 117; A. Michel, ”François Boucher”, in ”Les Artistes célèbres”, Parigi, 1889, p. 12; G. Kahn, ”Boucher. Biographie critique, Parigi, 1904, pp. 19, 27; A. Michel, a cura di, ”François Boucher. Catalogue par L. Soullié e Ch. Masson”, Parigi, 1906, n. 206; P. de Nolhac, ”François Boucher. Catalogue par Georges Pannier”, Parigi, 1907, p. 8, cat. p. 109; P. de Nolhac, ”Boucher, premier peintre du Roi”, Parigi, 1925, pp. 21 e 32; A. Ananoff, con la collaborazione di D. Wildestein, ”François Boucher”, vol. I-II, Losanna-Parigi, 1976, vol. I, n. 39, pp. 175-176 (con immagine di altra versione); A. Ananoff - D. Wildenstein, ”L'opera completa di Boucher”, Milano, 1980, p. 88, cat. 39 (con immagine di altra versione); Christie's, ”Ven House Sale”, Londra, 22 giugno 1999, scheda del lotto 650 (con riferimento ad altre opere); Christie's, ”Old Masters”, New York, 15 ottobre 2020, scheda del lotto 59 (con riferimento ad altre opere) Esposizioni: Esposizioni: Tableaux et dessins de l'école française principalement du XVIIIe siècle, tirès des collections d'amateurs, Galerie Martinet, Parigi, 1860, 86 quinquies; Parigi 1956, 8 Vincoli: Il lotto è dotato di attestato di libera circolazione rilasciato il 29 luglio 2021. Stato di conservazione. Supporto: 75% (reintelatura e reintelaiatura) Stato di conservazione. Superficie: 85% (cadute di colore e integrazioni) L'opera, in pendant con la precedente, è dedicata alla storia di Adone, narrata da Ovidio nelle ”Metamorfosi” (Libro X, versi 532-860). Teia, re della Assiria, vantava la straordinaria bellezza di sua figlia Mirra (o Smirna), celebrandola come superiore ad Afrodite. La dea, per vendetta, portò Mirra a desiderare il proprio padre e a giacere per dodici notti con lui fino a quando Teia scoprì l'inganno e cercò di ucciderla. Afrodite, presa da pietà, ne favorì la fuga, mutandola in un albero: le lacrime di Mirra si trasformarono allora nella profumata resina che porta il suo nome. La prima tela del pendant rappresenta la nascita di Adone, frutto di questa relazione incestuosa. Ma la storia continua. La bellezza di Adone, ormai cresciuto, suscita una disputa tra Afrodite e Persefone, entrambe follemente innamorate, che Zeus compone, stabilendo che il ragazzo trascorra un terzo dell'anno con ognuna delle due dee e il restante terzo dove preferisce, e il giovane sceglie Afrodite. La decisione di Zeus distingue così tre grandi cicli della natura, il tempo del riposo nello scuro inverno e il tempo della luce nella primavera, a cui segue la pienezza della vita e dell'amore nell'estate. In un giorno di caccia - ecco il soggetto della tela in esame - il giovane viene aggredito da un cinghiale e ferito a morte. Afrodite, scesa dal cielo su un carro d'oro trainato da cigni, seduta su una nuvola, avvicina una mano al volto dell'amato, che ormai giace senza forze, tra gli amorini piangenti, i cani e le prede della caccia appena interrotta. Secondo alcune tradizioni, il cinghiale sarebbe stato inviato da Artemisia, dea della caccia,