Auction 216 Part 2
Mar 24, 2021
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LOT 141:

BAS-RELIEF IN STUCCO FROM ANTONIO ROSSELLINO'S WORKSHOP (1457-1479)

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BAS-RELIEF IN STUCCO FROM ANTONIO ROSSELLINO'S WORKSHOP (1457-1479)
ANTONIO ROSSELLINO, bottega di
(Settignano 1427 - Firenze 1479)

MADONNA COL BAMBINO
Bassorilievo in stucco dipinto e dorato, cm. 107 x 85

PROVENIENZA
Villa di illustre famiglia veneta

Un ricercato modellato ed una vivace policromia impreziosisce questa raffinata composizione
che raffigura la Vergine seduta, caratterizzata da una regale grazia adolescenziale, mentre
assorta sorregge il brioso Gesù Bambino, seduto in scorcio sulle sue ginocchia, intento a
trattenere, tra le mani giunte, un piccolo uccellino verosimilmente un cardellino o un
pettirosso. In epoca medievale, giocare con un uccellino legato alla zampa era un passatempo
diffuso per i bambini. Dante, infatti, annotava: 'Vedremo li parvuli desiderare massimamente un pomo; e poi, più procedendo, desiderare uno augellino; e poi, più oltre desiderare un bel vestimento (Convivio, trattato IV, XII)'.
È del tutto naturale, dunque, che Gesù abbia tra le mani un augellino che però assume un
significato particolare quando si tratta di un cardellino o di un pettirosso. Il cardellino, per il
piumaggio rosso sulla testa, diventa il simbolo della Passione. Il teologo spagnolo Isidoro di
Siviglia ritiene, inoltre, che il cardellino (carduelus) si chiami così perché si nutre di spine e di
cardi. Pur in mancanza di una fonte scritta dettagliata, a partire dal XIII secolo, i pittori e gli
scultori, collegano l’abitudine dell’uccello a posarsi sui cardi spinosi e il rosso delle piume alla
corona di spine di Cristo. Secondo una leggenda popolare medievale, un pettirosso, invece, sfilò
una spina dalla corona di Cristo durante la salita al Calvario macchiandosi il petto del sangue
divino.
Nello splendido stucco, qui presentato, Maria è abbigliata con nobile eleganza: lascia infatti scivolare sulla nuca il velo, scoprendo i capelli ondulati trattenuti sulla fronte da un nastro, e indossa un ampio manto che le copre le spalle, serrato dalla fascia stringivita. Alla sofisticata e regale ricercatezza dell’abbigliamento di
Maria, risponde uno sfondo a racemi stilizzati ed elementi 'metallici' di gusto orafo. Il nostro rilievo appartiene a una fortunata tipologia ben nota alla critica ormai da tempo, concordemente ricondotta a un modello di Antonio Rossellino, forse un marmo autografo perduto o di ardua identificazione. Di questo si conoscono numerose redazioni in stucco e poche altre in terracotta, ma anche in cartapesta o in cuoio, di norma realizzate 'a calco' e ritoccate 'a stecca', che presentano alcune varianti nel formato e nell’abbigliamento di Maria e del Bambino. Ma le maggiori differenze si evidenziano nella foggia e nell’ornato delle ricche cornici, seppure alcuni esemplari ne sono privi, spesso in forma di tabernacolo decorato con motivi diversi. Molti gli esemplari conosciuti, confluiti in raccolte pubbliche e private. Si tratta,
come accennato, di una tipologia unitariamente riferita ad Antonio Rossellino, brillante protagonista della scultura fiorentina del secondo Quattrocento e prolifico fautore della sua diffusione ben oltre i confini della Toscana, con esemplari realizzati in area emiliana e veneta.

La composizione mariana di questi rilievi in stucco traduce infatti, con varianti, un modello di
medesime dimensioni (cm. 67 x 5) concepito dal maestro intorno al 1470, noto attraverso varie
redazioni in marmo apparentemente identiche (San Pietroburgo; Birmingham, delle quali la
versione autografa viene perlopiù identificata con quella del museo dell’Ermitage, che da il nome alla tipologia). Di questa stessa composizione marmorea si conoscono, inoltre, alcune repliche in stucco di medesimo formato, perlopiù attestate a Firenze ed arricchite da una ricercata policromia in certi casi con uno sfondo a roseto, riconducibili ad artisti locali contemporanei (Pseudo Pierfrancesco Fiorentino; Maestro di San Miniato, etc.), ed essi sono certamente da riferire alla bottega fiorentina dello scultore, anche in ragione della loro ubicazione.

CONDIZIONI
Usure e mancanze alla policromia. Frattura ricomposta per linea orizzontale traversante il collo della Vergine estesa fino ai bordi. Una piccola mancanza allo stucco all'angolo in alto a sinistra. Restauri pittorici sulla parte alta della fronte del Bimbo, sul contorno del braccio, su di una sua gamba. Ulteriore restauro pittorico sull'avambraccio della Vergine. Lo stucco è in buono stato di conservazione

CORNICE
Cornice ad edicola in legno dorato con parte superiore e laterali scolpiti a grottesche e motivi vegetali, con montanti a profili di colonne a tortiglione. Fascia di base di medesimo intaglio, cappello superiore ad architrave di epoca recente. Fine XVI secolo. Ingombro cm. 105,5 x 75

BIBLIOGRAFIA
L. Planiscig, Bernardo und Antonio Rossellino, Wien 1942;
C. La Bella, Gambarelli, Antonio, detto Antonio Rossellino, in Dizionario Biografico degli Italiani, 52, Roma 1999, pp. 94-99;
A. Tambini, in Mater Amabilis;
F. Negri Arnoldi, Antonio Rossellino e Desiderio da Settignano. Sulla paternità di alcune celebri Madonne fiorentine del Quattrocento, in Confronto, 2, 2003, pp. 58-64;
Domenico di Paris e la scultura a Ferrara nel Quattrocento, a cura di V. Sgarbi, Milano 2006;
F. Petrucci, Da Firenze marmi e terrecotte invetriate:
Antonio Rossellino e Andrea della Robbia per Ferrara, in Crocevia estense;
S. Androsov, Museo Statale Ermitage;
La scultura italiana dal XIV al XVI secolo, Milano 2008;
G. Gentilini, Dal rilievo alla pittura. La Madonna delle Candelabre di Antonio Rossellino, Firenze 2008;
B. Langhanke, I rilievi mariani del secondo Quattrocento fiorentino, Firenze 2017.

Ringraziamo vivamente il Dott. Giovanni Autelitano per la redazione della scheda sull'opera

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